Certo! I piedi influenzano in maniera molto forte la nostra postura. Si tratta infatti di uno dei più potenti organi di senso che abbiamo: raccolgono e trasmettono costantemente informazioni dal suolo, adeguando la nostra postura e la nostra camminata di conseguenza.

Una problematica a livello podalico, anche una banale distorsione di caviglia, può andare ad innescare dei meccanismi di compenso che si trasmettono su tutto il nostro corpo.

A partire da un’alterazione della camminata o della posizione di appoggio possono modificarsi i rapporti di ginocchio e anca, della colonna vertebrale fino ad arrivare al rachide cervicale.

E’ infatti molto frequente riscontrare mal di schiena in presenza di un appoggio podalico non equilibrato; in questi casi la maniera più efficace per risolvere il problema è intervenire proprio sul piede.

Una valutazione del piede è quindi doverosa in ogni caso di problematiche posturali, o di sintomatologie dolorose (come mal di schiena o dolori articolari) di sospetta origine posturale.

 

 

Come si puo’ capire se l’appoggio e’ corretto?

Un ottimo indicatore della qualità dell’appoggio è il consumo della suola delle scarpe: normalmente la scarpa dovrebbe essere consumata

  • esternamente nella porzione del tacco
  • internamente nella porzione dell’avampiede
  • ma soprattutto il consumo deve essere simmetrico tra la calzatura destra e sinistra.

Un consumo differente costituisce già un campanello d’allarme, e sarebbe opportuno compiere ulteriori accertamenti con uno specialista.

L’unico modo per valutare in maniere precisa gli appoggi plantari è quello di associare ad una accurata analisi clinica, test strumentali come spinometria e baropodometria.

La baropodometria permette di rilevare e quantificare le aree di appoggio durante la camminata e in posizione statica, mentre la spinometria fornisce una ricostruzione in 3D a computer della colonna vertebrale, per valutare gli adattamenti posturali della colonna in relazione alla situazione che si presenta sul piede.

 

Come e’ possibile intervenire?

Il primo passo da fare è stabilire quale sia l’origine del problema, dal momento che anche l’appoggio dei piedi può essere un adattamento ad una problematica in un’altra zona del corpo.

Una volta verificato che la sintomatologia sia effettivamente di origine podalica, occorre intervenire con una paio di plantari posturali su misura, per agire non solo sull’appoggio, ma su tutto il corpo: il plantare infatti andrà a modificare l’assetto del piede, della camminata e quindi della postura in generale.

 

Come funzionano i plantari posturali?

I plantari posturali vengono confezionati su misura, a partire da una impronta del piede. Sono studiati in base alla postura del paziente in relazione al suo tipo di appoggio. Sul plantare vengono posti dei sottilissimi stimoli che vanno ad innescare dei riflessi muscolari (in maniera completamente inconsapevole) che modificano e riportano la postura verso la posizione corretta: nel giro di 6-12 mesi il corpo avrà memorizzato la nuova postura, e sarà possibile rimuovere i plantari. Le solette sono estremamente comode e sottili, compatibili con quasi tutti i tipi di calzatura, non si sentiranno nemmeno ai piedi.

 

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