Il mal di schiena è una problematica estremamente diffusa, che affligge un’enorme parte della  popolazione: circa il 70% degli italiani almeno una volta nella vita ha sofferto di mal di schiena.

Il più delle volte trovandoci di fronte al mal di schiena assumiamo anti-dolorifici e anti-infiammatori trascurando quella che invece potrebbe essere la causa principale della patologia.
In questo modo eliminiamo il sintomo doloroso, che in realtà non è altro che il campanello d’allarme che segnala la presenza di una problematica nel nostro organismo.

L’intervento farmacologico è utilissimo per risolvere la fase acuta e dolorosa, ma bisogna essere consapevoli delle cause, in modo da scongiurare possibili recidive, che sono purtroppo molto frequenti.

Spegnere semplicemente la situazione infiammatoria il più delle volte non è sufficiente, dal momento che la causa primaria scatenante rimane inalterata.

 

MA QUALI SONO DAVVERO LE POSSIBILI CAUSE DEL MAL DI SCHIENA?

Il mal di schiena è quasi sempre una patologia multifattoriale, ovvero influenzato da diversi elementi. Il dolore o le ‘’temutissime’’ ernie sono semplicemente la punta dell’iceberg.
Molte volte a causare il mal di schiena sono elementi che difficilmente nel pensare comune vengono correlati ad esso: conoscere anche queste possibili cause è importantissimo per capire a quale professionista rivolgersi per poter risolvere senza recidive la sintomatologia dolorosa.

 

  • APPOGGIO PODALICO ASIMMETRICO

    Durante la vita quotidiana siamo in costante contatto con il suolo tramite i piedi. Sono moltissime le informazioni che l’organo piede trasmette al nostro corpo per adattare la postura in base alle nostre necessità, pertanto una problematica di appoggio si riflette negativamente su tutto il nostro corpo.

    E’ frequente infatti riscontrare dolori articolari all’arto inferiore oppure lombalgie legate proprio ad un appoggio o una marcia disarmonica.

    In questi casi è opportuno inquadrare il problema a livello podalico ed intervenire tramite un plantare posturale, che ripristini la corretta camminata ed i corretti appoggi.

 

  • MALOCCLUSIONE

    La bocca è un importantissimo punto di accesso al nostro sistema posturale. Funzioni indispensabili alla nostra sopravvivenza, come respirazione e nutrizione, passano attraverso di essa. Se la nostra bocca presenta una occlusione scorretta (ovvero come mandibola e mascella si articolano tra loro) il nostro corpo si adatterà di conseguenza, modificando soprattutto la postura a livello del tratto cervicale. È frequentissimo infatti riscontrare problematiche dolorose a livello del rachide cervicale in presenza di una malocclusione.
    Se l’occlusione non è ottimale e simmetrica a livello muscolare si creano infatti dei sovraccarichi, che solitamente conducono a situazioni di contratture nella zona delle spalle e scapolare con conseguente dolore e tensione.
    Al dolore a livello crevicale si accompagnano spesso cefalee, emicranie e vertigini, dal momento che vengono compromesse anche alcune strutture a livello del cranio. Per intervenire su questo tipo di problematica è necessario l’intervento congiunto dell’odontoiatra e dell’osteopata, in modo da agire sia a livello del sintomo doloroso, sia sulla causa scatenante.

 

  • COLPI DI FRUSTA E DISTORSIONI DI CAVIGLIA

    Traumatismi come colpi di frusta e distorsioni di caviglia possono determinare una serie di reazioni nel nostro corpo che, a lungo andare, modificano la nostra postura, rendendola più vulnerabile ad una sintomatologia dolorosa.

    È frequente infatti che, in seguito ad una distorsione di caviglia, l’arto inferiore risulti più instabile e più rigida anche a distanza di molto tempo, andando a modificare l’andatura. Come descritto precedentemente un appoggio podalico asimmetrico, così come una camminata, può condurre a problematiche a livello della colonna vertebrale. Allo stesso modo, colpi di frusta o traumi cranici innescano una serie di compensi a livello del nostro corpo (contratture, posture viziate del capo, ecc..), che sono inizialmente volti a proteggere la zona lesionata, ma che se protratti nel tempo, e più del necessario possono condurre a lombalgia o cervicalgia. In questi casi si rende utilissima un approccio di tipo osteopatico, per ripristinare il corretto equilibrio e risolvere le situazioni di ‘’blocco’’ legate a questi traumatismi.

 

  • PROBLEMATICHE VISCERALI

    Gli organi interni non ‘’galleggiano’’ all’interno del nostro addome, ma sono mantenuti in posizione da strutture connettivali, che li collegano inoltre ad ossa e muscoli. Se uno di questi organi va incontro ad infiammazione (per una banale colite ad esempio), le strutture limitrofe si contraggono, trasmettendo tensioni anche a zone molto distanti.

    Moltissime sono le strutture che collegano gli organi interni alla colonna, per questo motivo non è raro riscontrare lombalgie dipendenti da infiammazioni o patologie viscerali.

 

Viene da se che il mal di schiena, le lombalgie, e i problemi cervicali sono tutt’altro che banali da inquadrare: una valutazione accurata della postura, della colonna e della camminata si rende indispensabile per poter comprendere appieno la reale causa del problema e risolverlo alla radice, evitando recidive.

Una visita posturale con spinometria e baropodometria, due esami non invasivi che permettono di ottenere una ricostruzione in 3D a computer della colonna vertebrale e degli appoggi podalici, consente di stabilire la causa del mal di schiena, e determinare quindi un approccio efficace e mirato a quello specifico problema.

 

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